Centro Aiuto alla Famiglia

Informazioni Centro Informazioni Centro Incontri Quaderni Risorse
Logo
Nazareth il dipinto

Georges Rouault (Parigi 1871 – 1958) non è un pittore facile; ogni sua opera, anche se non sembra ad una prima lettura, rimanda a significati simbolici che hanno radice e sostanza perenne nell‘animo umano.

Proprio per il significato e la poetica dell‘opera, il dipinto di Rouault, intitolato "Autunno" o "Nazareth", è stato scelto per ornare la home page del nostro sito.

Link all'immagine Nazareth.jpg
Dimensioni dell'immagine 487 x 337 (60 Kb)


Il dipinto, conservato nei musei vaticani, è stato eseguito nel 1949 ed è una delle opere più celebri del grande artista francese. Esso presenta una scena che allude vagamente ad un paesaggio orientale o biblico.

Esaminando l‘impaginazione della tela notiamo che lo spazio è diviso in quattro parti, definite come quinte di una scena da alcuni alberi privi di fogliame.

Alberi gotici
Gli alberi paiono colonne di una cattedrale e dividono il quadro in quattro parti.
Essi sembrano anche colonne, quasi come in una cattedrale, di cui la parte centrale si proietta in profondità secondo una prospettiva dove il punto di fuga centrale è dato da due case, da una delle quali esce una strada. Punto di fuga
le due case e la strada sono il punto di fuga prospettico dell'opera.
Lungo di essa scende un uomo vestito di bianco, che non è difficile identificare con Gesù anche per l'aureola luminosa.
E' proprio questa la scena che richiama subito l'occhio di chi guarda e che diventa il centro dell'opera.
La scena è rafforzata dalle due donne con i bambini, poste ai lati della strada, come statue sul portale di una chiesa, la cui navata centrale è indicata dalla strada e dalle case sul fondo, probabile allusione al tabernacolo da cui esce la figura di Gesù.
Gesù e noi
Dio va incontro al mondo e la piccola Nazareth è l'inizio della salvezza.

Luce spirituale
la calda luce del sole non rischiara il paesaggio, ma illumina i protagonisti della scena.
La chiarità della luce, che l'artista sottolinea con calde tinte di ocra, segnala una effusione luminosa data solo dal sole. Il sole non illumina tuttavia il paesaggio, ma riprende la chiazza chiara della scena dove si stagliano le varie figure, quasi a sottolineare che la luce vera del mondo esce da quella strada.

La profonda interiorizzazione del dipinto è sottolineata dal colore e dall'equilibratura geometrica dell'insieme.

Opera dunque di una compostezza rigorosa, forse lungamente studiata sia per la collocazione degli elementi figurativi che per il colore, così suggestivo per le tinte complementari (giallo , arancio, azzurro) che si alternano e si fondono.

Testo tratto dall'articolo "Quel sole a Nazareth", di Gian Luigi Zucchini sul mensile di Avvenire, Luoghi dell'infinito N. 12 anno 1998.




Centro Aiuto alla Famiglia

| Home Page | Informazioni sul Centro | Incontri | Quaderni | Risorse | Site Map |